Il gioco d’azzardo online e le banche italiane

E’ senz’altro una buona idea, almeno secondo il nostro parere: versare come supporto alla cassa integrazione ed alle imprese in difficoltà un 30% delle quote delle vincite dei gratta e vinci, delle lotterie e dei concorsi a premi con ritirate che rimangono “in tasca” allo Stato: ne potrebbero usufruire sopratutto quelle imprese particolarmente in difficoltà e che siano in possesso dei certificati antimafia e di tracciabilità completa. Questa idea è stata proposta da Alessandro De Lisi, Direttore del centro studi sociali contro le mafie “Progetto San Francesco “ di Cermenate in provincia di Como già nello scorso giugno che si ricollega anche all’omelia del Vescovo di Como, Monsignor Diego Coletti, che ha sottolineato come il settore dei giochi in generale abbia portato “disagi importanti” in alcune persone particolarmente vulnerabili e quindi che vanno più seriamente tutelate. Il Vescovo ha sottolineato l’indotto importante di questo settore e che da un lato ha portato sostegno alla comunità, ma che dall’altro ha portato “disperazione” perchè non assistito.
La campagna di “Progetto San Francesco” porta a sottolineare le cose positive e negative del gioco d’azzardo, non lo demonizza totalmente, ma richiede che vi sia maggiore regolamentazione e maggior impegno della prevenzione della ludopatia. Di conseguenza in uno con i parlamentari di zona, i Comuni, Banche ed associazioni viene stilato un accordo in modo che insieme si possa più ragionevolmente seguire il settore.
Il manifesto che sponsorizza questa iniziativa chiamata “Banca della Fiducia” sarà presentato il 14 settembre 2013 a Cernobbio in occasione del Festival della Fiducia nel quale si prevede la creazione di un fondo di investimento sempre a sostegno degli imprenditori in difficoltà e sempre con le vincite non riscosse: può essere il “viatico” che avvicinare un poco di più cittadini benpensanti e gioco d’azzardo….. forse!